Curling

Uno sguardo al passato

Tra gli sport di squadra più antichi al mondo il gioco del curling, disciplina olimpica dal 1998, affonda le sue radici in nord Europa e più precisamente in Scozia, anche se resta sempre accesa la diatriba campanilistica con l’Olanda per rivendicarne la paternità. Certe sono comunque le testimonianze storiche legate a dipinti o racconti che descrivono persone intente in un’attività del tutto simile al curling su zone di ghiaccio.

Il curling infatti si gioca su un campo ghiacciato dove i giocatori – è bene ricordare che si disputa anche in doppio misto-, devono far scivolare delle pietre, stone, circolari e con manico, fino a cercare di avvicinarle il più vicino possibile al bersaglio posto alla fine della pista, l’house. Per non scalfire la superficie ghiacciata i giocatori indossano un paio di scarpe con caratteristiche diverse l’una dall’altra: una in teflon per scivolare meglio e l’altra antiscivolo. Le scope utilizzate dai giocatori, le broom, hanno il compito di grattare la superficie ghiacciata per aumentare la velocità della pietra e inclinandone la testa consentono di far cambiare direzione.

…e un’occhiata al gioco!

Durante il lancio della pietra il curler si abbassa fin quasi a sfiorare il suolo ghiacciato per concentrarsi sulla coordinazione da mettere in atto: resta con lo sguardo fisso e attento senza il minimo battito di ciglia. Gli occhi in quel preciso istante stanno coordinando il gioco fornendo gli input al cervello per stabilire le mosse da fare. La mancata lubrificazione che dovrebbe avvenire con il normale chiudere e aprire gli occhi rende le palpebre dell’atleta secche e bisognose di lubrificazione. L’adrenalina del gioco, che amplia la superficie oculare, insieme allo sguardo aperto protratto a lungo per riuscire a trasmettere al cervello il maggio numero di informazioni possibili, lascia il giocatore di curling a fine partita con l’occhio secco e asciutto. Collisport Aria con PVM/MA copolymer svolge un’elevata azione lubrificante sulla palpebra, ottimo usato prima e dopo ogni competizione o presenza di discomfort oculare.